martedì 6 gennaio 2015

Boxing Helena

credit: www.volleybusto.com
Sapevo che questo momento sarebbe arrivato, solo che non pensavo sarebbe giunto in maniera così fragorosa. Il naufragio della Uyba in terra toscana ha trovato due prime volte: per la prima volta, infatti, Parisi si è deciso a usare la panchina in maniera massiva per provare a salvare il salvabile (missione un tantino fallita).
E per la prima volta ci siamo trovati di fronte all'acquisto più importante dell'anno che mette insieme forse la peggior prestazione stagionale dell'intera serie A1. Zero punti, mai a segno su 11 attacchi; se si esclude la ricezione, di 14 palloni toccati, ben 6 sono stati gentilmente recapitati nel boxscore avversario. Una roba che Babbo Natale mi fai una pippa. Il risultato è che Havelkova, giustamente, s'è ritrovata a guardare la partita dal quadrato del cambio per ben più di metà partita.
Ok, si potrebbe pensare: per quanto la 16 abbia potuto fare pietà, si tratta solo di una partita. La questione però qual è? Semplice: si parlava di Helena come una giocatrice da attendere, non ancora fisicamente al 100%, che sarebbe venuta fuori poco a poco. Tutto bello, se non fosse che il so-called "Capitan Triplete" ha iniziato l'anno benino e poi è andata via via in calando, fino al Nadir di domenica che ha permesso a Perry, ex oggetto misterioso, di mostrare le sue doti (ma andiamoci cauti nell'urlare al miracolo: a Scandicci anche Rania è sembrata una giocatrice solida e affidabile...).
Moscia in avanti, supermoscia al servizio... Mica male per chi doveva essere sì il secondo violino offensivo, ma che soprattutto voleva rappresentare l'alternativa sicura durante i cali di Diouf: si sta dimostrando più ondivaga della marea in Bangladesh, non certo ciò che ci si aspettava dal suo "second coming" alla Futura che ha fatto balzare sulla sedia quasi tutti (oddio, magari qualcuno avrebbe preferito il ritorno di De Luca o di Valentina Serena: in questo caso il reparto psichiatrico è un centinaio di metri più avanti sulla destra, bussate forte). Se dovessi basarmi sulle statistiche la bollerei anche come impalpabile a muro; per fortuna (o meglio, purtroppo...) guardando le partite so che giocare di fianco a "Moviolone" Michel porta praticamente qualsiasi laterale a giocare un colpo in diagonale, perchè la Ciara di norma ci mette 16 minuti netti per andare a coprire in banda (infatti non è un caso che l'inglesona, quando aziona il Kers, di muri ne metta giù parecchi: le basta allungare le braccine).
Il problema però non sta nei numeri, il problema sta nel carattere. A me vedere una Havelkova così spenta, e così poco fiduciosa, fa rabbia; semplicemente perchè non è la stessa Helena che ricordavo io. Chissenefotte se sbaglia un paio di attacchi di troppo o se batte a scamorza: rivoglio la Helena che si mangia le avversarie con la testa, prima che col corpo! Rivoglio la Helena che non sta in silenzio quando c'è da consigliare una compagna! RIVOGLIO LA HELENA CON L'ATTEGGIAMENTO DI QUANDO ERA CAPITANA!!!
Anche perchè, in questa squadra alla deriva, ci fosse una che si comporta come tale...

Va beh, ho capito, mi vado a riguardare la finale scudetto 2012. Quella Yama aveva così tanti attributi da sembrare una maschile.

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